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TORINO,
SBAGLIANDO NON S'IMPARA...
Ancora
una volta si torna da Torino a mani vuote. Dopo l'illusorio vantaggio
di Lamouchi la doppietta granata che ci consegna la solita sconfitta...

Il
racconto di Matteo
Un
famoso proverbio recita "Sbagliando s'impara". Beh, evidentemente
siamo un gruppo che non dà molta importanza ai proverbi,
perchè se così fosse ci terremmo lontani da Torino
fino alla fine dei tempi.
Ed
invece, nonostante una statistica che vede il Grifone uscire senza
vittoria dalla città piemontese dal 1941 (anzi, forse proprio
puntando su questo), ci presentiamo all'ennesimo appuntamento al
Delle Alpi.
Il
punto di ritrovo è l'ormai ex posto di lavoro di Emi, il
W(T)C. Rispondono presenti all'appello, oltre al proprietario della
macchina, io, Simone, Andrea e Pierpaolo.
Dopo
aver scarpinato per un chilometro si sale in auto e via verso l'autostrada.
Il percorso è corto e solo un paio d'ore ci separano dal
capoluogo piemontese, mentre la strada pullula di bandiere e sciarpe
rossoblù dovunque. Peccato che l'intelligenza di qualche
addetto alla manutenzione delle strade abbia imposto la riasfaltatura
della tangenziale proprio il giorno in cui 4000 genoani arrivano
da quella parte e perdipiù nell'ora di punta. Bravi coglioni!
Ma
a questo punto, su istigazione di Andrea, si scopre la vena sciistica
di Emiliano, che comincia a muoversi fra le tre corsie meglio del
Tomba dei tempi d'oro negli slalom speciali.
Arriviamo
al Delle Alpi e posteggiamo (come sempre dalla parte opposta...)
appena 20 minuti prima dell'inizio. La perquisizione rivela il dramma:
al sottoscritto, evidentemente dalla faccia poco rassicurante, viene
intimato da un poliziotto di levare il tappo alla confezione di
cartone (di cartone!) del succo d'ananas. Le inutili proteste ("Mica
posso squartare la gente con un cartone!") sono inutili, e
la bibita torna nello zaino senza il tappo. Neanche a dire che dopo
dieci minuti il succo d'ananas era già a farsi un giro d'ispezione
nel mio zaino, lavandomia la felpa nuova...
Siamo
dentro, i posti son già occupati e ci tocca andare al terzo
anello. Che, per chi è abituto alla visuale del Ferraris,
è come tentare di vedere la Sicilia affacciandosi da Portofino...
Ma
prima della partita si fa impellente un bisogno fisiologico: tutti
al bagno! Grande successo riscuotono i bagni del Delle Alpi, un
muro cu cui l'acqua scende dall'alto, subito ribattezzato "Il
muro del piscio".
All'inizio
della gara siamo ai nostri posti ed esponiamo lo stendardo, come
sempre.
E
come sempre va la gara: gol di Lamouchi (e sguardi increduli fra
noi), quindi doppietta granata. Tutto come al solito...
Memori
della brutta esperienza dello scorso anno all'uscita, appena lo
speaker invita i tifosi genoani a rimanere all'interno dello stadio,
ci catapultiamo fuori ;-) e riusciamo a raggiungere la macchina.
Il
viaggio di ritorno passa fra le canzoni di Vasco (e gli insulti
di Piè all'indirizzo del rocker modenese...) e alcune inquietanti
disquisizioni tecnico-razzial-sessuali di Simone, interrotte solo
da un paio di soste all'Autogrill.
Primo
tentativo: centinaia di persone ferme, ci fermiamo anche noi, ma
ecco uno della Stradale che blocca l'ingresso. Il motivo? C'è
una sola ragazza al bancone. favolosa la risposta dal fondo di un
ignoto che eslama "ma io voglio mangiare, mica stuprarmela!".
Il nervosismo aumenta e nel mezzo di tutto ciò Piè
tenta di mettere ordine con un rutto, ottenendo anche qualche applauso
dai presenti.
Al
secondo tentativo riusciamo finalmente a mangiare qualcosa.
Arriviamo
verso l'una sempre dal W(T)C fra zingari, puttane e la nostra abituale,
immancabile carogna da fine trasferta.
MATTEO
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