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NOI
E IL GENOA CORSARI A S. MARINO
Vittoria, primato e visita turistica
alla Repubblica del Titano

Il
racconto di Matteo
Organizzarsi,
partire, vincere, ritornare. Sta diventando una piacevole abitudine
quest'anno, seppur nel campionato sbagliato.
La truppa di Vavassori si sbarazza con qualche patema di troppo
della rappresentanza sammarinese nella C1 italiana e vola al comando
della classifica, in attesa del big match (e non chiamatelo derby,
per favore...) di martedì prossimo contro lo Spezia al Ferraris.
Ma veniamo a noi. La "nostra" trasferta parte con un classico:
i 30 minuti di ritardo con cui Simone mi viene a prendere davanti
alla Gradinata Nord (e dove sennò?), facendomi riservare
pesanti occhiatacce dai secondini del carcere di Marassi a quel
curioso personaggio che alle 8 di domenica mattina ciondola senza
meta, con sciarpa al collo, intorno al perimetro del carcere.
Alle 8.45 si carica Pierpaolo e s'imbocca l'autostrada direzione
A7, dove poi svolteremo verso Piacenza e quindi percorreremo tutta
l'Emilia Romagna, esperienza che farebbe cadere le palle a un monaco
certosino. La nostra vettura è la mitica Polo 1000, cui sentiremo
chiaramente le bestemmie ad ogni sosta per il modo in cui il suo
legittimo proprietario (Simone) la strizza.
Intorno a Serravalle il primo dramma. Scopriamo con un leggero senso
di terrore che nessuno dei 3 conosce la strada. Beh, qualche cartello
ci sarà, no?
La prima e unica sosta del viaggio di andata la si fa in un Autogrill
in piena Emilia, dove qualcuno ha evidentemente gravissimi problemi
d'intestino. La puzza di escrementi si sente fino al piano di sopra...Intanto
Simone fa razzia di cannoli, tanto da progettare una gita a questo
impianto in un prossimo futuro.
Proseguiamo e andiamo a tentativi: dopo altre due ore scarse di
viaggio fra brutto tempo e pioggerellina proviamo ad uscire a Faenza
(detta anche Duccioland per la bellezza del paesaggio che offre
dall'Autostrada). Lì il casellante, in un romagnolo da film,
ci dice con qualche giro di parole che non abbiamo capito un cazzo
e che bisogna uscire a Rimini Sud. Dopo l'inversione, degna dell'intervento
dalla Gestapo locale, ci rimettiamo in autostrada in direzione est.
Giunti in prossimità di Rimini Sud finalmente usciamo e notiamo
la superstrada che, fra macchine rossoblù e spaventosi abusi
edilizi, ci conduce nella Repubblica. All'ingresso nella stessa
abbiamo davanti una macchina di genovesi che pensa bene di varcare
il confine con una bandiera dell'Italia al vento. Approviamo.
Dopo una salita notiamo subito i cartelli per lo stadio Olimpico
di Serravalle, sede della gara. Posteggiamo davanti all'impianto
e scatta la prima foto.

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