TUTTA
L'ITALIA ATTRAVERSERO'...FINO A CATANZARO IO ARRIVERO'!
Emiliano si sobbarca mille ore di treno per seguire
il Grifone. Ecco il suo racconto
Il
racconto di Emiliano

Non
dormite più! Con questo coro, rivolto agli ignari passeggeri
dellintercity Torino-Reggio Calabria dal marciapiede di Brignole
alle ore 23 circa del 5 gennaio, comincia la nostra avventura verso
la Calabria.
Sono in compagnia di Fede, Luca di Milano e i gemelli di Corbetta.
Durante il viaggio si chiacchiera del più e del meno (leggi
Genoa, mondo ultrà e
gnocche varie), si beve qualcosina
e poi si apre il finestrino per fare andare via uninsolita
nebbia nello scompartimento...
Dopo una bella dormita (non tanto comodi, ma visto il nome del gruppo
va bene), ci svegliamo, con i lupi mannari in bocca, nel profondo
sud: scorrono le stazioni di Scalea, Paola e Amantea, disgraziatamente
famosa per avere gli stessi colori dei blumerdati, finchè
non arriviamo a Lamezia Terme alle 11 di mattina.
Là troviamo ad aspettarci una ventina di ultras del Lamezia,
del Catania e alcuni ragazzi di Milazzo, gemellati con i lametini.
Laccoglienza è splendida, come sempre.
Ci sono anche altri genoani giunti con pulmini, macchine e qualcuno
in aereo. Alla fine saremo circa 500, veramente tanti considerata
la distanza.
A Lamezia molti, tra cui Luca ed io, approfittano della sosta per
comprarsi altri panini per la sera e per bere un caffè, altri
invece se la dormono, sdraiati sullasfalto del posteggio .-),
come un simpatico personaggio, conosciuto per chiedere insistentemente
sigarette a tutti e per urlare cose di questo genere: Alessiooooooooooooo!!!!!
oppure
Ma
che caxxo vuoiiiiiii
oppure canzoni di Vasco storpiate
del genere domani un altro giorno arriveràààà!
Traumatizzati da 12 ore di viaggio con questa colonna sonora, partiamo
con i pullmann alle 13 circa per Catanzaro, che dista 35 km.
La trasferta è considerata a rischio e quindi stiamo allerta
.La
città non è bella per niente, anzi, è proprio
brutta (sembra un po il nostro Begato). Cè un
enorme viadotto, le case sono tutte in collina, e così lo
stadio. Le vie che ci portano al Ceravolo sembrano fatte apposta
per tendere agguati, ma non succede niente.
Nella curva di casa sono piantati 2 enormi pini marittimi, anzi
è la curva stessa che è stata costruita attorno a
questi alberi, forse per proteste del WWF, chissà
.Fede
si lamenta del fatto che la pianta non sia stata neanche addobbata
per Natale, altri sostengono che dietro di essa i biglietti o gli
abbonamenti costino meno :-)
Nonostante siamo al sud cè un vento incredibile, degno
della bora di Trieste e tenere lo stendardo presenta qualche difficoltà
;-)

Comunque ci facciamo sentire e vedere come sempre, con bandieroni
e torce. Non credo che i tifosi giallorossi abbiano mai visto cosi
tanti tifosi di una squadra del Nord in casa loro.
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