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QUESTIONE STADIO: MEGALOMANIE E INTERESSI POLITICI - Chi e perchè si è messo in testa di abbattere il Ferraris?

Lo stadio Luigi Ferraris: non so quanti impianti sportivi in Italia possano vantare, nell'ordine: 1) Una vicinanza così immediata ad un casello autostradale. 2) Una vicinanza così immediata ad una stazione ferroviaria nonchè snodo dei bus di mezza città. 3) Una visuale perfetta. 4) Una storia alle spalle che sa di leggenda. 5) Spazi commerciali che aspettano solo di essere usati. 6) Una bellezza strutturale senza eguali.
Ebbene, lo sport nazionale qui a Genova è la denigrazione dello stadio Ferraris. Sembra quasi una gara a chi la spara più grossa (leggi: sporca) sul nostro impianto.
Problemi ce ne sono, nessuno lo nega. Ad esempio gli spazi commerciali mal si conciliano con le grate che secondo la legge dovrebbero circondare l'impianto, il terreno presenta alcuni problemi (risolvibili in breve, pare dalle ultime notizie), mancano i seggiolini e qualche altra cosa.
Prima di tutto parliamo di alcune "idee" alquanto balzane portate avanti dal presidente della ciclistica sampierdarenese. E risaputo che dalla sponda blucerchiata sarebbe gradita la costruzione di un nuovo impianto, per motivi che ad una prima occhiata sfuggono ma che ad una più attenta analisi possono portare ad alcune conclusioni.
Ma torniamo all'argomento principale secondo i "cugini": lo stadio nuovo. Tutto è cominciato qualche anno fa, più precisamente un paio, quando un bel giorno i giornali saltarono fuori con la storia di Trasta come locazione del prossimo impianto calcistico cittadino. Trasta e la Valpolcevera, sedotta e abbandonata da imprenditori come il suddetto presidente, da loro inquinata e poi lasciata a se stessa, in preda già senza stadio di un traffico impossibile fra un centro commerciale ed un altro. Già, proprio una lacazione perfetta.
Piccola digressione: costruire un nuovo impianto costerebbe, cifra più cifra meno, sui 50/100 milioni di euro. Chi dovrebbe tirarli fuori? Il Comune, che fa storie per interventi al manto erboso del Ferraris che gli costano 200.000 Euro? I privati? Ma quali, quelli delle luci spente? Mah...
Torniamo alla locazione. L'anno scorso è stata addirittura indetta una conferenza sulla questione del nuovo stadio, dove furono presentati alcuni progetti. Dopo il sopracitato sito a Trasta, ecco due veri capolavori: Calata Sanità e il mare aperto!
Da anni è in corso una guerra fra l'Autorità Portuale e i comitati di cittadini del Ponente per l'allargamento del porto a Voltri. Gli spazi di cui necessita come l'aria lo scalo portuale genovese porterebbero alla sparizione della spiaggia voltrese, eventualità a cui gli abitandi del luogo si oppongono. Questo per far capire che il porto ha bisogno di sfruttare ogni centimetro a sua disposizione, altro che cedere terreni al fantomatico nuovo stadio! Senza contare che far affluire 40.000 persone nella zona di Calata Sanità è un'idea a dir poco impossibile.
Ma il bijuox, il vero capolavoro, il massimo dei massimi è l'ultima idea: lo stadio in mezzo al mare. Ora, nemmeno gli emiri del Dubai, ricchi sfondati, hanno mai pensato di costruire un campo di calcio in mezzo al mare ma ora ecco arrivare i fantomatici imprenditori genovesi (quali?) che si propongono di mettere in piedi un impianto sportivo da 35.000 posti a 300 metri dalla riva. Ovviamente, l'impianto va dotato di una strada di accesso (una sola? Per 35.000 persone?), servizi, parcheggi (dove? Ma nella solita area di Calata Sanità, of course!), senza contare il problema di prima: far passare migliaia di persone in mezzo al porto, dove già sono sul piede di guerra gli autotrasportatori, che statistiche alla mano devono attendere oggi più di un'ora per scaricare nel porto genovese.
E pensare che per questa marea di stronzate è stata addirittura convocata una conferenza stampa...
Ma la campagna di stampa non finiva qui: cominciano a sorgere fantomatiche interviste agli abitanti di Marassi in cui essi dichiarano, guarda caso, che si sentono ostaggi dello stadio, che la domenica non possono uscire di casa, che lo stadio abbassa il valore delle proprietà eccetera eccetera...
Punto primo: possibile che non abbiano mai considerato le molteplici attività commerciali che senza lo stadio chiuderebbero? Possibile che non abbiano mai trovato un abitante favorevole alla presenza del Ferraris? Chi scrive lo fa con cognizione di causa, dato che a Marassi ci abita.
Punto secondo: perchè non hanno mai fatto un sondaggio fra gli abitanti del quartiere con domande del tipo "Quanti disagi vi crea il mercato in strada due mattine alla settimana? Quanto influisce sul valore degli immobili la presenza in mezzo alle vostre case di un carcere, dove la notte orde di persone dall'esterno comunicano urlando con i detenuti?".
A tal proposito, il carcere: non solo non si è mai pensato di spostarlo, ma tre anni fa ha subito addirittura una ristrutturazione completa.
Torniamo all'idea originale, Trasta. Come tutti sappiamo, il capo della ciclistica si è trovato al suo posto per caso, e sappiamo anche che un'imprenditore tenta di sfruttare al massimo ogni occasione, buona o cattiva, che gli si presenti. Così come ha fatto con la squadra (rischiatutto, finito bene, al primo anno per portare la squadra in A, alla disperata ricerca di un compratore ora, per non perderci), il signor Garrone vuole trarre il massimo da questa situazione. Ecco allora che cominciano a circolare le voci di una possibile candidatura di detto personaggio alle prossime elezioni, con gli inevitabili intrallazzi. Ad esempio il nuovo tratto autostradale, la bretella del Ponente: magicamente spuntano progetti che prevedno un nuovo casello proprio a Trasta, guarda caso...
Ma poi qualcosa va storto. Finchè ci potevano essere le famose partite a golf con Canal, finchè il Grifone era soltanto una sbiadita entità della realtà genovese, finchè. certi peronaggi potevano fare i ducetti tutto ok ma poi...è arrivato il Joker. Le sue prime dichiarazioni ("Il Ferraris è lo stadio del Genoa e il Genoa ci giocherà ancora per lungo tempo") mettono i bastoni tra le ruote dell'organizzazione anti-Ferraris, che sperava di potersi costruire un nuovo stadio con la finta complicità della controparte genoana, che al momento quasi non esisteva.
Ultimamente le sparate di certi personaggi si sono diradate (solo il Prefetto continua a combattere contro i mulini a vento) e pare che si sia orientati più nello spendere i (pochi) soldi che ci sono nel rendere a norma il Ferraris piutosto che spendere quelli che non ci sono per fantomatici progetti irrealizzabili.
La situazione è migliorata, quindi, ma noi saremo sempre qui a vigilare sul Ferraris. Nessuno tocchi il nostro stadio: siamo qui dal 1913, qui giocheremo per sempre.

MATTEO

 

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