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SERIE
A!!!!!!
Il Genoa
torna in Serie A. Festa, emozioni e ricordi
.
12
Giugno 1995 / 12 Giugno 2007
Aspettavo
di scrivere questa pagina da tempo immemore. Mi immaginavo
il momento in cui avrei potuto lasciar scorrere i polpastrelli
veloci sulla tastiera per dire a tutti "Si ragazzi, il
Vecchio Balordo è tornato!".
A dire la verità è già successo: 2 anni
meno un giorno fa. Poi...
Poi ci ha inghiottito un incubo fra i peggiori che possano
infestare la vita di uno sportivo. Una notte di festa, forse
la più bella della vita per molti di noi, e appena
avevamo iniziato a renderci conto della situazione ci siamo
ritrovati in un vortice che, con i modi che tutti sappiamo
e che non vogliamo rivangare oggi, ci ha catapultati in una
dimensione parallela.
Serie
C. Ravenna, dopo aver accarezzato San Siro. Il centenario
al Delle Alpi, si, ma con il Pizzighettone. Il caso Ghomsy,
ricorsi e controricorsi che hanno portato alla vergognosa
penalizzazione di aprile, proprio nel momento topico del duello
fra Genoa e Spezia.
Poi la battaglia di Salerno e l'indimenticabile Dante che
segna il gol più importante della storia moderna del
Grifone. Monza, Zaniolo-Iliev e si torna al punto di partenza,
come quei beffardi giochi da tavolo con la casella "Torna
al punto di partenza".
Oggi
Genoa e Napoli ritornano in Serie A grazie al pareggio per
0-0 al Ferraris e al contemporaneo gol di Allegretti della
Triestina sul campo del Piacenza che riequilibra la sfida,
regalando la salvezza ai giuliani.
Gioia, lacrime, entusiasmo, senso di liberazione, 12 anni
che passano davanti agli occhi in un lampo.
Ma...
Ma
non è la stessa gioia. E non parlo di paura che qualcuno
ci tolga di nuovo quanto conquistato. E' la sensazione di
"deja-vu", una non meglio precisata sensazione di
aver già provato certe emozioni. Ho già gridato
"Serie A!!!" sotto questa fontana, ho già
abbracciato i miei amici dopo una gara stravolgente, sono
già impazzito per un'intera notte.
E allora questa festa diventa un modo per gridare al mondo
"Avete visto? Siamo ancora qui, e più vivi che
mai". E serve anche a dare la giusta ricompensa al gruppo
di veri eroi che hanno compiuto un'impresa sportivamente inimmaginabile:
la società nella sua interezza e i giocatori, tutti.
Per chi ha capito forse solo durante quel giro in pullman
quelo che ha fatto e per quei tre (Scarpi-Rossi-Stellini)
che aspettavano questo momento con un'attesa pari alla nostra.
E forse adesso gioiscono ancora più di noi.
C-B-A, come una filastrocca, come una bella storia troppo
incredibile per essere vera. Ma
lo è, per fortuna.
Grazie
ragazzi, vi porteremo sempre nel cuore.
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