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Dopo
le leggi emanate da Margharet Tatcher negli anni Ottanta contro
la violenza negli stadi in Inghilterra, il fenomeno dell'Hooliganismo
avrebbe dovuto vedere il suo definitivo tramonto. Infatti
in Italia ogni qual volta si parla di sicurezza negli impianti
sportivi, il riferimento al modello inglese e costante, tale
da farlo sembrare infallibile e totalmente efficace.
L'esempio
piu blasonato si rifa al modo in cui i tifosi delle Terraces
assistono alla partita, ovvero sempre seduti al proprio posto,
con gli Stewards a bordo campo pronti ad intervenire ad ogni
loro minimo movimento.
Un'altra comparazione viene fatta con il sistema di sorveglianza
usato da i due paesi: in Inghilterra si puo controllare ogni
singolo movimento degli spettatori (senza scherzi) grazie
agli impianti presenti nello stadio, mentre in Italia solo
da qualche tempo si e iniziato ad installare "apparecchi
di sorveglianza".
Una volta letto tutto cio, non dovrebbero sorgere alcune domande,
come le seguenti:
1. i media riportano esattamente cio che accade, senza stravolgere
ed ingigantire
gli eventi, anche a costo di rendere la notizia meno eclatante
e di conseguenza
di minor effetto sul pubblico?
2. ma la violenza si manifesta solo all'interno dello stadio?
Non e che
una rissa possa scatenarsi in qualche altro posto, senza necessariamente
svolgersi nei dintorni dei campi da gioco?
Per cercare di far un po' di luce su tutto questo sentiamo
l'opinione di un ragazzo di Birmingham, hooligan di vecchia
data che chiede di restare anonimo, il quale cerchera di spiegare
come stanno veramente le cose.
D: In Italia si parla del decreto anti-hooligans come la chiave
definitiva per cancellare questo movimento.
R: Non e assolutamente vero, tutto cio che vi raccontano non
trova riscontro qui da noi. Effettivamente dentro lo stadio
sei controllato maggiormente, ma scoppiano ugualmente scontri.
Basti pensare all'ultimo match tra Leeds-West Ham durante
il quale nelle tribune e scoppiato il putiferio tra gli opposti
supporters. Non sono mancate le invasioni di campo ed a fine
gara il bilancio dei fermati e salito a 40. Inoltre le persone
arrestate l'anno scorso, in tutto il territorio nazionale,
sono state ben 5.000. Gia con queste cifre stenterei a credere
che siano riusciti a fermare noi hooligans.
Di incidenti di grosse dimensioni se ne sono verificati ben
70, e non sono per niente pochi.
D: Date le misure di sicurezza prese, dove avvengono gli scontri
visto che lo stadio e diventato un "Grande Fratello"?
R: Principalmente nelle strade, nei pubs e nelle stazioni
ferroviarie. In questo modo l'intervento della polizia avviene
in ritardo, visto che il luogo non e tenuto sotto controllo.
In tale modo si abbassa il rischio di essere fermati e in
seguito "blindati". Tutto questo non viene trasmesso
per i vari Tg, visto che le notizie sarebbero un deterrente
per il governo inglese.
D: Puoi parlarci di come sono formati i vari gruppi al seguito
della propria squadra?
R: Il gruppo e formato da ogni tipo di persone, non puoi delinearlo
soltanto con alcune caratteristiche. L'eta media va dai diciassette
fino ai quarantacinque anni (qui a Birmigham il piu vecchio
ne ha quarantotto), quindi la fascia di eta coperta e davvero
vasta. La presenza piu sostanziosa e composta dallo "zoccolo
duro", gli hooligans piu vecchi, con piu esperienza.
Inoltre molti giovani stanno entrando a far parte delle varie
brigate, quindi il ricambio generazionale e assicurato. Non
è proprio il caso di dire che la nostra fine è
arrivata, d'altronde l'anima del calcio siamo noi.
D: Amicizie con gruppi di altre squadre? Gli hooligans al
seguito della nazionale sono temutissimi in tutta Europa?
R: Quando seguiamo l'England siamo compatti, uniti, non ci
ferma nessuno. Mettiamo da parte tutte le varie diatribe per
formare un unico gruppo che non indietreggia, affronta il
nemico senza paura. Tuttavia non posso affermare che tra gruppi
di citta opposte non scoppi una rissa; ma d'altronde questo
è naturale.
D: Un'ultima domanda: desideri dire qualcosa che i telegiornali
non rivelano?
R:
Si parla degli hooligans solamente quando succedono scontri,
mentre si trascura volutamente tutto il resto. Coloro che
hanno sostenuto ed amato il calcio prima dell'arrivo delle
pay-tv vengono visti come problemi. I supporters, quelli che
con il tifo hanno reso il calcio una passione, stanno subendo
un forte attacco da chi vede questo sport una fonte di guadagno.
Tratto da Sportpeople
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